Storia di Ebla
Storia degli scavi
Storia degli scavi
 
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Il busto di Ibbit-Lim


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Scalinata Monumentale


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Ingresso agli Ipogei Reali
Il sito di Ebla, il cui nome moderno è Tell Mardikh, fu visitato una prima volta da Paolo Matthiae nel 1962, dopo che egli ebbe visto al Museo di Aleppo i resti di un bacino di basalto a due vasche, scolpito su tre lati, recuperato poco tempo prima sul sito, ed erroneamente datato al I millennio a.C. L’anno successivo, la Direzione Generale delle Antichità e dei Musei chiese alla Sapienza, Università di Roma di iniziare un’attività di scavo in Siria e Paolo Matthiae volle rivedere quel sito, che gli era subito apparso di straordinario interesse per una serie di motivi: Tell Mardikh è uno dei maggiori siti archeologici della Siria del Nord, con una morfologia topografica fortemente caratterizzata, nei suoi 56 ettari di superficie, scandita dalla cinta difensiva esterna, dalla grande Città Bassa anulare e dalla collinetta centrale dell’Acropoli; la ceramica di superficie appariva in larghissima prevalenza da datare tra la metà del III e la metà del II millennio a.C. e solo sull’acropoli erano evidenti cocci del I millennio a.C. fino all’Età ellenistica; il ritrovamento del bacino lustrale scolpito, di un tipo allora del tutto sconosciuto, da datare ai primi secoli del II millennio a.C., garantiva che l’antica città era stata un centro politicamente e culturalmente di primaria importanza; nessun insediamento moderno si era installato sull’area del tell, che quindi era disponibile per un’esplorazione scientifica estremamente promettente.

Fu così che, nel 1964, una piccola missione italiana della Sapienza, diretta da P. Matthiae, cominciò a effettuare scavi sul sito archeologico, il cui nome antico era del tutto ignoto. Da allora la Missione Archeologica Italiana in Siria (MAIS) ha operato con continuità, senza mai saltare un anno e, talora, con due campagne di scavo nello stesso anno.
   
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Scalinata d'accesso agli Ipogei Reali

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Tomba della Principessa. Ceramica in posto nell'Ipogeo Q.78.A

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Bracciali a barre attorte in oro dalla Tomba della Principessa (TM.78.Q.370-375)
Il primo decennio, tra il 1964 e il 1973, è stato interamente dedicato alla messa in luce di monumenti del Periodo Paleosiriano (ca. 2000-1600 a.C.) e ha, come momento culminante, la scoperta, nel 1968, del torso di Ibbit-Lim, re di Ebla, dell’inizio del Periodo Paleosiriano arcaico, che ha consentito per la prima volta l’identificazione di Tell Mardikh con l’antica Ebla, una città sino ad allora nota solo da menzioni in alcuni importanti testi cuneiformi mesopotamici di carattere reale, oltre che da rarissime citazioni in testi hittiti d’Anatolia e geroglifici d’Egitto.

Il secondo decennio, tra il 1974 e il 1983 è stato prevalentemente dedicato allo scavo delle parti meglio conservate di Ebla protosiriana matura (ca. 2400-2300 a.C.) con il Palazzo Reale G, per alcuni tratti in eccellente stato di conservazione ed è stato segnato dalla sensazionale scoperta degli Archivi di Stato di Ebla, del 2300 a.C., avvenuta tra il 1974 e il 1976. Una delle scoperte più rilevanti di questa seconda fase è stata la scoperta dei tre ipogei delle Tombe Reali databili tra il 1850 e il 1700 a.C. avvenuta nel 1978 e 1979.

Nel terzo decennio di scavi, tra il 1984 e il 1993, si è proceduto soprattutto all’identificazione e allo scavo di quasi tutti i maggiori edifici della Città Bassa di Ebla paleosiriana classica (ca. 1800-1600 a.C.) nel quadrante occidentale della Città Bassa: dal Tempio di Shamash al Palazzo Settentrionale di funzione cerimoniale e all’Area Sacra di Ishtar con la Terrazza dei Leoni della grande dea, dal Palzzo Occidentale, residenza del principe ereditario, all’Area sacra di Rashap con il santuario degli Antenati Regali Divinizzati.
   
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La Fortezza V

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Il Tempio della Roccia

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Il Tempio di Ishtar e il sottostante Tempio Rosso
Nel quarto decennio, tra 1994 e 2003, l’attenzione si è spostata sul sistema difensivo paleosiriano, con le mura a terrapieno, le imponenti fortezze e i forti costruiti sulle mura e le quattro grandi porte urbiche. Anche se soprattutto l’imponente Porta di Damasco era stata riportata alla luce in larga parte agli inizi degli scavi, è in questa fase che sono state scoperte parti notevoli delle strutture della Porta di Aleppo e della Porta dell’Eufrate, e che sono stati compiutamente scavati l’esteso Forte Occidentale, il non meno ampio Forte Settentrionale e le due minori Fortezze Est-Nord-Est e Est-Sud-Est; è di questi anni anche la scoperta del Palazzo Meridionale del Prefetto di Palazzo a Sud della Cittadella.

Nel quinto decennio, iniziato nel 2004, gli scavi si sono nuovamente concentrati, all’inizio, nella Città Bassa Sud-Est, ma questa volta soprattutto su un’importantissima area templare utilizzata tra il Periodo Protosiriano maturo quando vi fu eretto il Tempio della Roccia, alla fine del Periodo Paleosiriano classico. Dal 2008 i lavori sono stati, invece, concentrati soltanto sull’Acropoli, dove è stato identificato un antecedente del paleosriano Tempio di Ishtar, il Tempio Rosso, e dove, negli ultimi anni, ogni sforzo è teso a raggiungere e a mettere in luce settori non limitati del Palazzo Reale E del Periodo Paleosiriano arcaico e classico, sotto alle numerose stratificate sovrapposizioni di villaggi mediosiriani, dell’Età del Ferro e del Periodo Persiano ed Ellenistico.
 
 
 

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