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Le Porte urbiche Paleosiriane
 
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Planimetria della Porta di Damasco

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Porta di Damasco, particolare degli ortostati

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Porta di Damasco, particolare degli ortostati

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Porta dell’Eufrate

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Porta dell’Eufrate

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Porta di Aleppo

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Porta di Aleppo

Il terrapieno, che costituiva l’imponente sistema difensivo di Ebla Paleosiriana (ca. 2000-1600 a.C.), era attraversato da quattro porte, a Nord-Ovest, a Nord-Est, a Sud-Ovest e a Sud-Est, dalle quali si dipartivano i principali assi viari della città.
La Porta Nord-Ovest o Porta di Aleppo si trova attualmente sotto la strada moderna che consente l’accesso al sito e ne è stato messo in luce finora solo un settore laterale esterno: un possente muro a semicerchio, che doveva essere il coronamento di un sistema di difesa dell’ingresso settentrionale alla città, doveva fiancheggiare ad Est l’entrata che aveva molto verosimilmente la stessa struttura planimetrica degli altri accessi.
La Porta Nord-Est o Porta dell’Eufrate è conservata solo nel lato settentrionale, mentre quello meridionale è stato quasi del tutto asportato dai saccheggi per procurarsi materiali da costruzioni. Essa aveva la classica struttura monumentale a tenaglia con forte sviluppo longitudinale segnato da tre successive coppie di contrafforti e due vani intermedi, tipica dell’architettura militare siro-palestinese della prima metà del II millennio a.C.; è probabile che questo ingresso, come la Porta di Damasco, avesse anche una porta avanzata, quasi completamente perduta. Un elemento caratteristico di questa porta è la presenza di un sacello, posto all’inizio del percorso all’interno, quindi verso la città: è possibile che esso ospitasse una statua regale, a indicare il controllo diretto del sovrano sulle operazioni che avevano luogo alla porta, prima dell’ingresso in città, per il controllo, in particolare, delle merci in entrata e in uscita.
La Porta Sud-Est o Porta della Steppa è quella meno conservata: le murature sono state interamente strappate, ma è comunque probabile che essa fosse la meno monumentale delle quattro, essendo rivolta in una direzione non fondamentale per la vita commerciale e politica del centro urbano, ma piuttosto funzionale ai rapporti con le tribù semi-nomadi di pastori che prevalentemente abitavano nelle regioni steppose più orientali.
La Porta Sud-Ovest o Porta di Damasco è quella più monumentale ed è la meglio conservata. Con uno sviluppo in profondità di circa 50 m, comprende in realtà due strutture di entrate in successione: il settore interno, costituito da una porta maggiore, della profondità di ca. 22 m, con il classico dispositivo a tre coppie di contrafforti con due vani intermedi, era, infatti, preceduto, verso l’esterno, da una corte trapezoidale aperta, lunga ca. 16 m, dinnanzi alla quale era un settore esterno costituito da una seconda porta di minore lunghezza, ca. 10,50 m, con due coppie di contrafforti e un solo vano intermedio. Il lato orientale della porta interna, splendidamente conservato, aveva un paramento di base fatto di grandi ortostati alternati di basalto e calcare ed era ulteriormente munito da una torre, alta ca. 20 m, quanto, cioè, l’intera altezza del terrapieno, così come accadeva per la porta esterna doveva un’analoga torre era meno ben conservata. All’esterno di questa, che era certamente la porta urbica più monumentale, il terrapieno aveva un alto duplice rivestimento in pietra, assai ben conservato in corrispondenza sempre del settore orientale.Le due entrate maggiori alla città Paleosiriana – le Porte di Damasco e di Aleppo – erano quelle da cui dovevano iniziare le strade che conducevano ai maggiori centri urbani contemporanei, a Sud Qatna e Damasco, a Nord Aleppo e Karkemish. La Porta dell’Eufrate si apriva su una strada che tagliava verso Nord-Est in direzione del grande fiume, che veniva raggiunto nella regione di Emar e di Tuttul, mentre attraverso la Porta della Steppa ci si dirigeva verso le regioni più aride orientali e sud-orientali.
 
 
 

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