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Veduta della Porta di Damasco e del Terrapieno



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Veduta della Porta di Damasco e del Terrapieno



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Il Terrapieno Sezione area Z



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Assonometria della Porta di Damasco



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Parte esterna del Terrapieno fuori dalla Porta di Damasco



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Parte esterna del Terrapieno fuori dalla Porta di Damasco



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Vista dal Terrapieno
Ebla paleosiriana era circondata da una possente terrapieno, la cui circonferenza è di circa 3 km, costruito con gettate di terreno ricavate prevalentemente dall’interno della città, asportando quasi completamente i livelli del Periodo Protosiriano maturo (ca. 2400-2300 a.C.) e tardo (ca. 2300-2000 a.C.), che si sono infatti conservati molto limitatamente nella Città Bassa: i settori periferici meridionali del Palazzo Reale G, ai piedi dell’Acropoli (Area FF); il Tempio della Roccia e i suoi successori nella Città Bassa Sud-Est (Area HH); un edificio polifunzionale adibito a produzioni alimentari e artigianali nella Città Bassa a Nord-Ovest dell’Acropoli (Settore P Sud).
Il terrapieno, in alcuni punti, come nei pressi della Porta di Aleppo, in corrispondenza del Forte Settentrionale, ha inglobato un altrettanto imponente muro in mattoni crudi, spesso fino a 6 m, certamente esistente alla fine del III millennio a.C. nel Periodo Protosiriano tardo, ma forse risalente all’Età degli Archivi di Stato. All’esterno la struttura difensiva, elaborata per fronteggiare adeguatamente l’introduzione degli arieti, assai efficaci per abbattere muri in mattoni crudi, e l’escavazione di gallerie per penetrare nelle città assediate era ulteriormente protetta da un paramento di base in pietre di grandi dimensioni e da un fossato esterno, ancora visibile nel piano di campagna.
Complessivamente il terrapieno era alto tra 18 e 22 m sul livello di campagna ed era largo alla base tra 40 e 60 m: in alcuni settori della cinta, particolarmente nel terrapieno meridionale, presentava sulla sommità un camminamento di guardia, protetto da un basso muro in pietra, collegato alle fortificazioni che proteggevano le porte della città. Nella cinta difensiva si aprivano quattro monumentali porte urbiche, mentre sulla sommità del terrapieno furono eretti almeno due Forti di grandi dimensioni – il Forte Occidentale e il Forte Settentrionale - e due Fortezze di minore estensione.
Le fortificazioni di Ebla paleosiriana comprendevano anche un muro difensivo della Cittadella centrale, nella quale si trovavano il Palazzo Reale E e il santuario dinastico del Tempio di Ishtar: questa fortificazione interna era costituita, dal basso in alto, da un forte basamento in pietra a scarpata, da un alto pendio centrale in terra battuta e, sulla sommità da una cortina muraria in pietra e mattoni crudi alla cui base era un basamento a scarpata in mattoni crudi. Del basamento lapideo inferiore è stato recuperato un importante tratto a Sud, conservato per oltre 4 m di altezza; a Sud-Ovest e ad Est sono stati scoperti tratti del declivio centrale in terra battuta; un rilevante settore della sommità del sistema, con una scarpata di mattoni crudi ancora di notevole altezza è stato messo in luce ancora ad Est. Protetta da questo possente muro fortificato interno, la Cittadella era raggiungibile, almeno ad Ovest, a Sud della piazza antistante l’entrata al Tempio di Ishtar, tramite una breve strada in pendio e un portale monumentale, del quale è conservata parte di uno stipite.
Nel “Poema della liberazione”, la composizione letteraria bilingue hurrito-hittita scoperta nella capitale hittita Hattusa che canta la distruzione di Ebla paleosiriana, si dice che la città, come in effetti è documentato dagli scavi, era difesa da una fortificazione interna e da una fortificazione esterna, protetta quest’ultima da un fossato, con focolari, che dovevano essere i luoghi di arsione per i segnali di fumo, di cui uno è stato scoperto nel Forte Settentrionale.
 
 
 

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