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La struttura urbanistica della Città Paleosiriana
 
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Terrazza Sacra di Ishtar

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Terrazza di Ishtar

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Pianta del Tempio di Rashap

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Tempio di Rashap

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Tempio di Shamash

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Il settore delle Case Private

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Il settore delle Case Private

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Il settore delle Case Private

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Ceramica in posto nelle case private dell'Area B
Ebla paleosiriana era un grande centro urbano, di poco meno di 60 ettari di superficie, con un impianto urbanistico, frutto di attenta pianificazione, molto chiaro da leggere. Costituito dalla cerchia esterna delle mura, da un’ampia Città Bassa anulare e dalla Cittadella centrale. Limitata dall’anello pressoché ellissoidale delle poderose mura a terrapieno, l’estesa Città Bassa circondava, come un anello, la collinetta pressoché circolare della Cittadella sul luogo dell’attuale Acropoli. Nel centro urbano si entrava attraverso quattro porte monumentali, dalle quali partivano quattro strade approssimativamente radiali, gli assi viari principali, che raggiungevano una strada anulare, piuttosto ampia, che correva ai piedi della Cittadella a ridosso della cinta fortificata interna.
La Cittadella, cui si accedeva tramite una strada in pendio che portava a un portale monumentale situato sul pendio sud-occidentale dell’Acropoli sopra le rovine del Palazzo Reale G dell’Età degli Archivi, ospitava il Palazzo Reale E, residenza del sovrano e della corte e sede dell’amministrazione centrale, che ne doveva occupare ampiamente gran parte della superficie, e il dinastico Tempio di Ishtar, la dea poliade della città Paleosiriana, che era una sorta di cappella palatina della divinità protettrice della regalità. Questo santuario, con alcuni annessi minori di specifiche funzioni rituali, si ergeva sul ciglio occidentale dell’Acropoli in una posizione lievemente elevata anche rispetto alle ali più vicine del Palazzo Reale E.
Nella Città Bassa, ai piedi dell’Acropoli, si trovava un anello di rilevanti edifici pubblici, secolari e religiosi che si alternavano in successione, lasciando spazi ridottissime a settori di case d’abitazione. Partendo da Nord-Est e procedendo verso Ovest e quindi verso Sud vi erano il Tempio del dio solare Shamash, il Palazzo Settentrionale di funzione cerimoniale, l’Area Sacra di Ishtar con il grande tempio che era forse il maggiore della città e la Terrazza Cultuale dei Leoni della dea, il Palazzo Occidentale, residenza del principe ereditario, l’Area Sacra del dio dell’Oltretomba Rashap con il suo tempio e il Santuario degli Antenati Regali Divinizzati e, infine a Sud della Cittadella, il Palazzo Meridionale, probabile residenza del Prefetto di Palazzo. Un altro tempio, che potrebbe esser stato dedicato al dio della tempesta Hadad, si ergeva, più distaccato, quasi a ridosso del settore sud-orientale delle mura, presso la Porta della Steppa, nell’area già occupata, nel Periodo Protosiriano maturo, dal Tempio della Roccia.
Sempre nella Città Bassa sono stati portati alla luce alcuni importanti settori di case private: a Sud-Est della Cittadella si estendeva un quartiere (Area B), assai ben conservato, probabilmente destinato al personale del vicino Tempio di Rashap e del Santuario degli Antenati Regali, e ad Ovest, ai piedi del grande terrapieno esterno, si trovava un settore residenziale (Area Z) riservato probabilmente a personaggi di rango, mentre un limitato quartiere di case a disposizione forse dei militari di guardia alla Porta di Damasco si estendeva subito all’interno di questa porta urbica.
Sulla sommità dei grandi terrapieni della cinta muraria esterna della Ebla Paleosiriana furono eretti, certo non in una fase iniziale del Periodo Paleosiriano, quando almeno i declivi interni delle fortificazioni erano usati come necropoli, diversi anche estesi edifici isolati, alcuni con funzioni  unicamente difensive, usati come arsenali per le armi e come torrioni di controllo della campagna circostante ed altri, più complessi, con funzioni sia difensive che amministrative, oltre che come luoghi di produzione e di immagazzinamento.
Il sistema viario della città Paleosiriana era incentrato sulle arterie pressoché radiali che si dipartivano, con percorsi non sempre regolari, dalle quattro porte urbiche verso la Cittadella, e dovevano terminare immettendosi sulla strada circolare che circondava i piedi dell’Acropoli. Nella Città Bassa, il sistema degli assi radiali era integrato da serie di strade prevalentemente ortogonali, con orientamenti Sud-Nord e Est-Ovest, che collegavano le arterie provenienti dalle porte urbiche, mentre una serie di vicoli, anche ciechi, di funzione solo distributiva rispetto alle case e non di collegamento viario, consentivano una completa circolazione nel tessuto urbano.
 
 
 

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