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Tempio di Ishtar (Area D). Successione dei tre Templi.




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Il Tempio di Ishtar con in evidenza al di sotto le mura del Tempio Rosso




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Sovrapposizione dei Templi dell'Area HH




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Il Tempio della Roccia




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Tamponatura in mattoni della Cella del Tempio della Roccia




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Le Favisse all'interno della Cella del Tempio della Roccia




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I Templi HH4 e HH5
Tra le maggiori scoperte più recenti, avvenute ad Ebla, dopo il 2004, sono quelle di due importanti templi del Periodo Protosiriano maturo, l’età degli Archivi Reali, che illuminano fortemente sulla religiosità della prima grande Ebla. Il maggiore di questi santuari si trovava nella Città Bassa Sud-Est  ed è stato denominato Tempio della Roccia e l’altro, che fu eretto sul ciglio occidentale dell’Acropoli, si trovava sotto il Tempio di Ishtar del Periodo Paleosiriano ed è stato chiamato Tempio Rosso.
Il Tempio della Roccia (Area HH) era una imponente struttura in mattoni crudi, con l’ingresso a Est, verso la fortificazione esterna della città, che deriva il proprio nome dalla presenza, nella cella, di una cavità nella roccia, che doveva essere il fulcro delle attività di culto che avvenivano nel tempio.
L’edificio era probabilmente dedicato alla più importante divinità del pantheon protosiriano, il dio Kura, una divinità collegata con le acque primordiali e il luogo dove sorgeva il Tempio della Roccia, con la sua cavità, servita da tre cavità che potrebbero esser state sorgenti originarie, doveva essere legato alla fondazione della stessa città di Ebla.
Il Tempio della Roccia era, con ogni probabilità, quello in cui la regina di Ebla entrava, secondo l’inizio del Rituale per il rinnovamento della regalità, dopo aver passato una notte all’esterno della città stessa, all’alba del primo giorno della lunga solennità trisettimanale per abbigliarsi di sontuose vesti cerimoniali, mentre il rituale stesso si concludeva con l’ingresso della coppia regale, accompagnati dalle statue del dio Kura e della dea Barama, in un secondo Tempio di Kurache eretto sull’Acropoli presso le fabbriche del Palazzo Reale.
In effetti, negli ultimi anni di vita di Ebla protosiriana, come è documentato dai testi degli Archivi di Stato, sembra esser stato costruito questo secondo Tempio di Kura, che è quasi certamente il Tempio Rosso, individuato al di sotto del Tempio di Ishtar dell’Acropoli del Periodo Paleosiriano, e così chiamato per il marcato colore rosso dei mattoni che ne compongono le massicce murature.
I templi protosiriani di Ebla appartengono, con varianti minori, alla classica tipologia templare della cultura architettonica della Siria preclassica: il tempio assiale con ingresso ad ante, che caratterizzerà anche tutte le epoche successive della storia della Siria e che è considerato l’antecedente del tempio più famoso del Levante, del quale non restano tracce archeologiche, ma accurate descrizioni nell’Antico Testamento, il santuario fatto costruire, nel X secolo a.C., da Salomone sul colle più alto di Gerusalemme.
Le due aree sacre occupate dal Tempio Rosso e dal Tempio della Roccia sono state utilizzate continuativamente e senza cambiare destinazione, fino al 1600 a.C., quando la città fu definitivamente distrutta e quindi, oltre all’importanza della scoperta di due edifici templari del Periodo Protosiriano maturo, tra i più antichi noti nella regione siriana, l’identificazione delle due aree sacre ha portato contributi rilevantissimi alla conoscenza dello sviluppo dell’architettura templare nella Siria preclassica.
Il Tempio della Roccia, in particolare, sembra avere avuto una speciale rilevanza nella cultura religiosa di Ebla: infatti, dopo la prima distruzione ad opera di Sargon di Akkad, nel 2300 a.C., la cella fu accuratamente ripulita e sigillata con corsi di mattoni crudi, per preservare la santità del luogo sacro, costituito dalla cavità nella roccia. Sulle rovine del Tempio della Roccia furono costruiti, verso il 2200 a.C.,  due minori santuari affiancati del successivo Periodo Protosiriano tardo e successivamente un nuovo ampio edificio sacro forse dedicato a Hadad, che subì ricostruzioni e restauri fino alla distruzione finale della città del 1600 a.C.Sui resti del Tempio Rosso, fu costruito, ugualmente negli anni attorno al 2200 a.C. un singolare tempietto a struttura longitudinale, ma già tripartito assialmente, con vestibolo, antecella e cella, come il successivo e ben più monumentale Tempio di Ishtar paleosiriano, certo saccheggiato, ma non distrutto nel 1600 a.C. Questo santuario dell’Acropoli rimase per tutti i secoli della storia di Ebla il tempio dinastico e palatino della città protosiriana matura, protosiriana tarda, paleosiriana arcaica e classica e un santuario rustico vi rimase in funzione, con ogni probabilità, per non pochi decenni anche dopo la catastrofe del 1600 a.C.
 
 
 

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