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Il Tempio di Ishtar








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La Terrazza Sacra di Ishtar








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Tempio di Rashap








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Assonometria del Tempio di Ishtar








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Il Tempio di Shamash. ll bacino i situ
Nel Periodo Paleosiriano, tra il 2000 e il 1600 a.C., ad Ebla furono costruiti numerosi templi, distribuiti nella Città Bassa, mentre il santuario principale della città, dedicato alla dea Ishtar, era collocato sulla Cittadella, in stretta connessione con il Palazzo Reale E, residenza del sovrano e centro dell’amministrazione.
Il Tempio di Ishtar (Area D) della Cittadella era un santuario, orientato, come la maggior parte dei templi paleosiriani di Ebla con l’ingresso a Sud, a struttura assiale tripartita, con un vestibolo, un’antecella e una lunga cella: sul muro di fondo della cella si apriva una nicchia che serviva per ospitare la statua cultuale della dea.
L’altro tempio maggiore, di fatto il più grande santuario di Ebla, era situato nella Città Bassa Nord, e faceva parte di un ampio complesso sacro, denominato Area Sacra di Ishtar, ugualmente dedicato alla grande dea, nella sua qualità di patrona dell’intera città. Il Tempio di Ishtar della Città Bassa (Area P), che aveva, come gli altri templi contemporanei, una sola cella lunga ed era rivolto a Sud, sorgeva al margine di un ampio spazio aperto, la Piazza delle Cisterne, dove si svolgevano cerimonie, anche all’aperto, durante le quali venivano gettati doni per la dea in favissae scavate nell’area della piazza. Sul lato occidentale della stessa piazza si innalzava la Terrazza Sacra di Ishtar, un’imponente e massiccia fabbrica in pietra, con un grande ed inaccessibile cortile all’interno per ospitare i leoni della dea, secondo una singolare tradizione caratteristica dei maggiori santuari della grande dea siriana. Il complesso era completato da un settore residenziale per i sacerdoti, assai mal conservato, ed era adiacente al Palazzo Settentrionale, di carattere reale, le cui funzioni erano certamente collegate con l’edificio sacro.
Nella stessa Città Bassa Nord, ad Est dell’Area Sacra di Ishtar, si trovava il minore Tempio di Shamash (Area N), il dio solare, che aveva anch’esso soltanto una cella lunga e la facciata ad ante aggettanti. Questo luogo sacro, che diversi indizi fanno ritenere dedicato al dio che presiedeva alla giustizia, era significativamente orientato verso Est, dove il Sole sorge al mattino.
Nella Città Bassa Ovest, in connessione con il Palazzo Occidentale, era organizzata una seconda Area Sacra, che comprendeva il Tempio di Rashap (Area B), il dio della morte, delle pestilenze e dell’Oltretomba, e il Santuario degli Antenati Regali Divinizzati. Mentre anche il Tempio di Rashap era monocellulare e orientato a Sud, il Santuario adibito al culto dei re defunti divinizzati aveva un’aula centrale per i pasti comunitari e alcune celle periferiche con piccoli altari che dovevano ospitare le statuette cultuali, di norma in bronzo rivestite di lamina d’oro, dei re trapassati assunti tra gli dèi.
Nella Città Bassa Sud-Est, sul sito stesso dell’antichissimo Tempio della Roccia del Periodo Protosiriano maturo, due templi furono eretti in successione (Area HH), il primo nel Periodo Paleosiriano arcaico e il secondo, sulle sue rovine rasate, nel Periodo Paleosiriano classico. Questo quinto edificio sacro della città paleosiriana, che, a differenza di tutti gli altri della Città Bassa era tripartito longitudinalmente come il Tempio di Ishtar della Cittadella, era forse il Tempio di Hadad, il grande dio della tempesta, ma la sicura identità della divinità titolare di questi edifici è incerta.
Tutti gli edifici sacri paleosiriani di Ebla, che erano concepiti come la casa del dio titolare, appartengono tutti alla classica tipologia templare dell’area siro-palestinese nel Bronzo Medio I-II: sono, infatti, in generale monocellulari a cella lunga con una nicchia o un podio sulla parete di fondo per le statue cultuali, con ingresso assiale ad ante e dovevano raggiungere una notevole altezza, emergendo come torri sul panorama urbano. A Ebla, inoltre, è anche presente con due esemplari, il Tempio di Ishtar della Cittadella e il probabile Tempio di Hadad nella Città Bassa Sud-Est, un’importante variante di questa tipologia di base, in cui il santuario appare tripartito longitudinalmente, con vestibolo, antecella e cella, un modello che è ritenuto tipico dei santuari palatini, cioè connessi con un palazzo reale, ovvero collegati in modo forte con la regalità.
 
 
 

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