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I Forti Paleosiriani
 

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Fortezza AA

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Fortezza V

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Fortezza V

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Fortezza V

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La Fortezza M

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La Residenza Occidentale Z

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La Residenza Occidentale Z

Sulla sommità del grande terrapieno in terra battuta che era la fortificazione esterna della Ebla Paleosiriana furono eretti, probabilmente non in una fase iniziale del Periodo Paleosiriano, non pochi estesi edifici che integravano e potenziavano il dispositivo di difesa, costituiti in vari casi da diversi corpi di fabbrica. In più di un caso queste integrazioni erano rappresentate dalle cosiddette Fortezze, costituite da larghi torrioni rettangolari con diversi vani e una scala di accesso di una tipologia unitaria e caratteristica, mentre più rari erano i cosiddetti Forti, dei complessi articolati in più corpi di fabbrica che sempre comprendevano un torrione del tipo della Fortezza.
Le Fortezze, apparentemente isolate, finora identificate sono due – la Fortezza Est-Nord-Est e la Fortezza Est-Sud-Est –, collocate entrambe sul terrapieno orientale della città. Il modulo di base della fortezza comprende sei vani, due a pianta rettangolare e quattro a pianta quadrata, di dimensioni contenute, con muri massicci e privi di porte. È probabile, infatti, che per accedervi fosse necessario salire sul tetto con una scala in muratura, per poi discendere nei vani per mezzo di scale mobili, di legno o corda. La funzione esclusivamente difensiva delle fortezze è documentata dal ritrovamento, in un vano della Fortezze Est-Sud-Est, di due belle punte di lancia, una delle quali con iscrizione, probabilmente parte degli armamenti usualmente conservati nei piccoli vani-magazzino, con accesso limitato a ulteriore protezione. Queste fortezze dovevano avere la duplice funzione di arsenale per le armi, pronte in caso di attacco sulla sommità dei terrapieni, e di avvistamento verso l’esterno, necessario per fronteggiare con anticipo l’arrivo di eserciti ostili.
I Forti finora identificati sono anch’essi due, il Forte Occidentale, completamente riportato alla luce nel tratto centrale del terrapieno occidentale, e il Forte Settentrionale, largamente scavato all’estremità Nord dello stesso terrapieno occidentale. La struttura di questi edifici è più complessa: essi comprendono, infatti, due fortezze modulari, del tipo di quelle rinvenute sul lato orientale, inserite però in un complesso polifunzionale, con settori adibiti a residenza, a magazzini e forse a laboratori.
Nel Forte Occidentale, che aveva un’estensione di oltre 2.300 mq, un vano di non grandi dimensioni con ingresso particolarmente munito era forse una sorta di tesoro, magazzino di merci di pregio, mentre la presenza di un certo numero di pesi da bilancia fa ritenere che nell’edificio avessero luogo anche operazioni di tipo amministrativo e l’esistenza di focolari e di residui di lavorazioni di metalli fa pensare che vi avessero luogo anche attività metallurgiche. La fortezza rettangolare inserita nel Forte Occidentale, che sporgeva fortemente sul lato esterno del terrapieno, era particolarmente ben conservata ed era certamente un luogo privilegiato di controllo della base esterna del terrapieno, altrimenti nascosto alla vista dei difensori.
Nel Forte Settentrionale, invece, che aveva diverse casermette certo per l’alloggiamento delle guarnigioni destinate a presiedere alla difesa dislocate lungo tre terrazzamenti sul declivio interno del terrapieno, è stato scoperto in una posizione particolarmente elevata, al centro dell’usuale fortezza a torrione rettangolare incluso nel forte, un singolare luogo di arsione, nel quale si è identificata una postazione per segnali di fumo, certamente utilizzata per comunicazioni con i siti del territorio di Ebla nei momenti di pericolo.

Il sistema dei forti e delle fortezze della città Paleosiriana, collocati sulla sommità dei poderosi terrapieni, costituiva certo un notevolissimo complesso di difesa integrata di particolare efficace, che rendeva Ebla una città pressoché imprendibile in una situazione demograficamente normale. Alla fine del Periodo Paleosiriano, certo caratterizzato da una crisi demografica con una diminuzione relativamente sensibile della popolazione urbana, il grande anello delle fortificazioni, impossibile da controllare efficacemente in tutto il perimetro, divenne un elemento di debolezza, anziché di forza. Il ritrovamento, presso le rovine della Fortezza Est-Nord-Est e dentro il Forte Occidentale, di scheletri di caduti durante l’assedio della città del 1600 a.C. è un’impressionante testimonianza di quel tragico evento che pose fine definitivamente alla vita della città.
 
 
 

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